Nell’area espositiva delle macchine da guerra romane troverete tre esemplari perfettamente funzionanti: una ballista palintona, uno scorpio e un onagro.
E’ attualmente in lavorazione una cheiroballista.
Un nostro incaricato, un soldato, il magister armorum, vi spiegherà il funzionamento delle varie parti che compongono le macchine, in quale caso venivano utilizzate e che cosa lanciavano come proiettili, visto che sono diverse tra di loro ma con il principio di funzionamento comune: il motore a torsione.

Dettaglio della balista palintona

Balista palintona

Triboli

MACCHINE MORTALI

I Romani progettarono e utilizzarono diverse macchine da assedio o da combattimento.
Queste potevano essere portate a spalla dai legionari e utilizzate contro nugoli di nemici in arrivo (come il leggero scorpio) o anche per assediare città o villaggi recintati scagliando massi contro le mura o al di là di esse (come la balista palintona e l’onagro).

Tutte le macchine si basavano per la propulsione sul principio del motore a torsione, già conosciuto addirittura in epoca egizia ed applicato alla vita civile.
Questo propulsore sfruttava la spinta generata dagli avvolgimenti di materiale semielastico o da corde che venivano attorcigliate in un senso specifico contrario a quello del moto dei bracci, e poi improvvisamente rilasciate.
Alcuni reperti sono giunti fino a noi.
Si tratta dei motori di queste macchine, blindati in gabbie di bronzo e comunque con parti in bronzo che quindi hanno resistito a volte allo scorrere del tempo.

Altri dispositivi di guerra potevano essere i micidiali triboli, una sorta di filo spinato da lancio, o di mina anti-uomo, che quando lanciati finiscono in terra sempre con una punta rivolta verso l’alto, su cui si infilzavano i malcapitati durante le cariche o le loro cavalcature.

FUNZIONANTI?

Quanto sono aderenti agli originali i nostri oggetti? Giudicate voi…Questi sono solo alcuni esempi, sappiate che ogni oggetto che esponiamo ha alle spalle una lunga ricerca di archivio per trovare le fonti storiche che lo descrivono oppure per trovare un reperto museale relativo. Ogni replica ha le medesime dimensioni dell’originale ed è realizzato con gli stessi materiali.

Andrea De Cicco

Andrea De Cicco

Cinema

Andrea fa parte di questo gruppo da 10 anni, si è sempre interessato di esercito romano, di equipaggiamenti, di tattiche e di macchine da guerra.

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