L’area didattica della medicina nell’antica Roma è uno dei fiori all’occhiello della nostra offerta didattica.
La collezione di strumenti chirurgici romani esposta è, infatti, riconosciuta in tutto il mondo come la più vasta e dettagliata esistente ed è stata segnalata a The National Geographic dal prof. Ralph Jackson, curatore della sezione romana del British Museum nonchè massima autorità al mondo nel campo della medicina antica.
La collezione, di proprietà privata, comprende principalmente strumenti di traumatologia, ma anche di ostetricia, di ginecologia, oftalmologia, urologia, andrologia e otorinolaringoiatria.
Nell’area didattica trovano posto anche numerose erbe medicinali romane, oltre agli strumenti specifici per la preparazione di composti farmaceutici e questo per ricordare che il medico romano era anche farmacologo.

Bisturi con manico in forma di testa di Ercole con pelle di leone. A sinistra l’originale oggi al MANN a destra la nostra riproduzione.
Alcune riproduzioni di sanationes esposte nella nostra area didattica
Il dio Esculapio con il classico bastone e il serpente che vi si avvolge

MEDICINA E DIVINITA’

La concezione della divinità era presente in epoca Romana in tutte le fasi della quotidinità e la medicina ovviamente ne era pregna. All’inizio, prima dell’arrivo dei medici greci, i Romani si affidavano completamente alle divinità per la guarigione,  e si aiutavano con delle erbe medicinali. Niente altro.

Esisteva una vera pletora di divinità minori legate alle varie affezioni, oltre al dio Apollo Medico ed altre divinità “medie”, come Meditrina (che era la personificazione della guarigione) e il dio Tiberino, che viveva nel Tevere e aveva proprietà di guaritore. Tutti vennero poi “surclassati” dal dio greco Ἀσκληπιός, Asklēpiós che divenne il romano Esculapio, dio della medicina per eccellenza.

La parte di “preghiera” comunque rimase viva dopo l’arrivo dei medici greci perchè il loro intervento “empirico” era molto costoso e non alla portata di tutti. I Romani si facevano realizzare delle riproduzioni di organi o di parti anatomiche afflitte da malanni e poi le gettavano nei corsi d’acqua ritenuti sacri, chiedendo l’intervento della divinità. Questi oggetti vengono da tutti chiamati “ex voto” ma il nome non è corretto e solo una parte di essi si può catalogare in questo modo, quella realizzata a seguito di un intervento sacro e che normalmente riporta delle scritte specifiche.

La maggior parte di queste repliche in terracotta non presentano iscrizioni e vanno chiamate “sanationes” o “petitiones”. Quindi sono delle vere e proprie “richieste”.

Noi esponiamo una serie di riproduzioni di questi oggi, ricostruite perfettamente in base agli originali esposti nei musei, e un vero reperto che custodiamo in base a una convenzione con il Mibact (prot. 1019/2010).

ADERENZA STORICA?

Quanto sono aderenti agli originali i nostri oggetti?
Giudicate voi…Questi sono solo alcuni esempi, sappiate che ogni oggetto che esponiamo ha alle spalle una lunga ricerca di archivio per trovare le fonti storiche che lo descrivono oppure per trovare un reperto museale relativo. Ogni replica ha le medesime dimensioni dell’originale ed è realizzato con gli stessi materiali.

Federico Pizzuti

Federico Pizzuti

Archeomedico

Federico si occupa da anni di questa area didattica,
ha curato l’esposizione di questa area presso importanti
siti archeologici e musei.
Ha una approfondita conoscenza della Storia della Medicina
e vi condurrà in un viaggio alla riscoperta della medicina
presso i Romani raccontandovi moltissimi aneddoti e
spiegandovi tutti gli strumenti chirurgici esposti sul suo tavolo.

VOLETE OSPITARE QUEST'AREA DIDATTICA?

Oltre che nel nostro museo a cielo aperto esponiamo quest’area didattica presso

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